Chi Siamo

Nei documenti triennali di programmazione e indirizzo approvati dal Comitato Congiunto 2015-2017 e 2017-2019, il Sudan è considerato Paese prioritario per l’Italia. 
Le iniziative attualmente in corso ammontano a circa 70 milioni di Euro (clicca qui per scaricare il documento AT GLANCE)
Picture1Considerando il particolare equilibrio politico dei paesi membri dell’Unione Europea con il Sudan, l’AICS lavora in assenza di un Accordo Quadro di cooperazione.
La cooperazione italiana in Sudan non dispone di strumenti finanziari quali i crediti d’aiuto e il supporto al bilancio, pertanto, gli unici strumenti sono il bilaterale (in gestione diretta), il multilaterale (WHO, UNMAS, FAO, UNIDO, UNHCR, UNOPS, UNICEF, WFP, UNESCO, IOM, UNFPA, UNDP, UNWOMEN) gli affidamenti alle Università italiane (Università di Sassari e Pescara/Chieti) e i progetti promossi delle Ong (al momento sono presenti EMERGENCY, AISP, OVCI, COOPI, OXFAM).
Inoltre, la CI gestisce dal 2015 i programmi finanziati con fondi UE in gestione indiretta agendo come attore della “cooperazione delegata”. In particolare, in Sudan sono attivi due programmi SDN11 e SDN13 avviati nel mese di luglio 2017. Le due iniziative, del valore rispettivamente di 2 e 12 M Euro stanziati attraverso il Trust Fund europeo per l’Africa, sono finalizzate a rendere disponibili servizi sanitari e igienici alle popolazioni delle aree coinvolte negli stati del Red Sea, Gedaref e Kassala. (il 15 maggio 2018, la Commissione Europea ha affidato a AICS la gestione dei programmi delegati). 

In Sudan, l’AICS ha come principali obiettivi il contrasto della povertà (12% delle risorse) e il miglioramento delle condizioni socio-sanitarie della popolazione, per il quale nel 2017 sono stati dedicati oltre al 62% delle risorse finanziarie. Il ruolo di riconosciuta leadership tra i donatori svolto dall’Italia nel settore sanitario è confermato dalla sua nomina come “donor convenor” del Movimento Onusiano “SUN – Scaling up Nutrition” e vicepresidenza del “Health Partnership Forum”. La cooperazione Italiana ha rivolto un’attenzione particolare al gravissimo problema della malnutrizione in Sudan, dove circa 2.2 milioni di bambini al sotto dei 5 anni sono affetti da malnutrizione.
Di particolare rilevanza nella strategia della Cooperazione Italiana è la recente  approvazione del piano di realizzazione del nuovo ospedale di riferimento dello Stato di Kassala. Questo intervento, integrato per il 25% da fondi europei, rappresenta la prima importante iniziativa in un’area altamente prioritaria per la nostra cooperazione, in una regione strategica del Sudan crocevia dei flussi migratori provenienti da Eritrea ed Etiopia. 

Tra i settori trasversali, particolare attenzione viene data all’inclusione sociale e agli aspetti di genere e l’empowerment delle donne, al quale è dedicato il 9% delle risorse finanziarie.
A partire dal 2016 sempre maggior considerazione è stata data ai crescenti flussi migratori che hanno come via di transito il Sudan: nel 2017, con l’acuirsi del conflitto in Sud Sudan, il Sudan ha accolto circa 450.000 sud sudanesi negli Stati del Darfur, Sud Kordofan e Kartoum. Il Sudan è inoltre uno dei paesi con il numero più alto di sfollati interni del mondo, 3.3 milioni di persone. Il 5% delle risorse è dedicato al settore Migrazioni attraverso contributi a IOM e UNHCR.
Le aree di storica concentrazione della nostra cooperazione sono gli Stati del Red Sea, Kassala e Gedaref. Con le iniziative approvate nel 2016 e ancor più nel 2017, Khartoum, El Gezira e Blue Nile sono entrati, anche se in minor misura, a far parte delle priorità geografiche, anche attraverso un programma volto alla mitigazione dei fenomeni di radicalizzazione islamica in partenariato con UNDP e il DDR (Disarmament, Demobilization, and Reintegration).

Con la Delibera n. 115 del 29 settembre 2017, questa Sede AICS è diventata competente anche per l’Eritrea, il Chad, Camerun e la Repubblica Centro Africana.

 

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