titolare della sede

Cari Navigatori,

benvenuti nel sito che presenta la Sede AICS Khartoum, competente - dal settembre 2017 - per l'Eritrea, il Camerun, il Ciad e la Repubblica Centrafricana.

AICS opera in diverse realtà:

In Sudan, vi sono 7.1 milioni di persone vulnerabili, 2.3 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni malnutriti, 925,000 rifugiati e asilyum seekers di cui  773,00 sud sudanesi e 108,000 Eritrei (UNHCR, 2017) e circa 2 milioni di IDPs;

Nell'intera regione del Lago Ciad si sta consumando una delle peggiori crisi umanitarie del momento. Il bacino è  situato nella parte centro-settentrionale dell’Africa sui confini di Nigeria, Niger, Ciad e Camerun. La zona è abitata attualmente da 21 milioni di persone di cui 11 milioni hanno bisogno di ricevere assistenza umanitaria; 6.9 milioni di persone soffrono di malnutrizione di cui 515.000 bambini sono colpiti da malnutrizione grave; 2.5 milioni di persone sono IDPs.  (Fao, Response Strategy 2017-2019).
Il Ciad ospita circa 449.633 rifugiati. Anche in questo caso questi movimenti indeboliscono le capacità di resilienza delle comunità ospitanti e si inseriscono in un contesto in cui i livelli di sviluppo locale sono già molto bassi e l’accesso ai servizi di base quasi inesistente. L’accesso ad acqua pulita, educazione salute e nutrizione sta esacerbando la pressione sulle comunità ospitanti;

In Camerun, la prima rilevazione annuale nel 2017 - effettuata da IOM - ha stimato a 238.099 il numero di sfollati interni, 83.141 persone che hanno fatto ritorno nei loro villaggi natali e 31.681 rifugiati installati fuori dai campi formali. Il Camerun ha inoltre garantito ingresso ai rifugiati e richiedenti asilo provenienti dalla Nigeria. La situazione degli IDPs rimane grave, a fronte anche del fatto che il Paese non è ancora dotato di una legislazione in merito che permetta di interiorizzare i principi della Convenzione di Kampala. Nell'Estremo Nord sono 1.5 milioni le persone a rischio d’insicurezza alimentare, di cui 180.000 in condizioni gravi. L’accesso all'acqua e le condizioni delle strutture sanitarie sono tra le più carenti del Paese, con solo il 40% della popolazione che ha accesso ad acqua potabile. Il conflitto armato e i conseguenti spostamenti di popolazioni stanno aggravando la situazione di GBV, così come le tensioni intra comunitarie per l’accesso alle già scarse risorse.

In Eritrea, l’imposizione del servizio di leva militare a tempo indeterminato e la situazione generale dei diritti umani hanno creato notevoli difficoltà per molti eritrei. Il diritto delle persone a espatriare è stato fortemente limitato. Secondo le statistiche dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’UNHCR, gli eritrei sono tra i migranti più numerosi che raggiungono le coste italiane. A fine 2016, 21,253 migranti sono scappati dall'Eritrea approdando sulle coste meridionali italiane, transitati per la grande maggioranza dalla Libia (Report of the Special Rapporteur on the situation of human rights in Eritrea, Sheila B. Keetharuth - Human Rights Council - Thirty-fifth session - 6-23 June 2017)

Riguardo i programmi:
- in Sudan si realizzano programmi sul canale bilaterale, multilaterale con le principali agenzie UN quali UNHCR, IOM, UNDP, WFP, ed emergenza e il lavoro si concentra nei settori di intervento quali contrasto alla povertà, parità di genere, salute, inclusione sociale, migrazioni e WASH;
- in RCA, Eritrea, Camerun e Ciad, il nostro intervento di emergenza si concentra sul settore salute e inclusione sociale.

Il sito deve essere un punto di riferimento sulla trasparenza dell'azione dell'AICS e di tutti gli attori - ONG  e Università - impegnati nella cooperazione internazionale e nell'aiuto umanitario. I vostri commenti e suggerimenti sono per noi uno spunto per migliorare e per fornire le informazioni che più riterrete utile.

Grazie a tutti, buona navigazione,

Vincenzo Racalbuto, titolare della Sede AICS Khartoum