Camerun: Campagna comunitaria di sensibilizzazione sui rischi da ordigni di guerra inesplosi realizzata da Intersos

Il progetto intitolato “Protezione dell’infanzia e delle donne nell’Estremo Nord del Camerun”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e realizzato da INTERSOS ha per obiettivo il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni sfollate nelle regioni dell’Estremo Nord del Camerun attraverso attività di prevenzione e di risposta alle violenze di genere – VBG e abusi nei confronti dei minori. Le località di intervento sono 9 villaggi nei tre dipartimenti del Logone et Chari, Mayo Sava e Mayo Tsanaga.

I rischi causati da mine e altri ordigni inesplosi che rimangono sul terreno dopo i conflitti, come quelli all’origine della crisi umanitaria nell’Estremo Nord del Camerun, sono molto elevati, soprattutto per i bambini, che sono tra le vittime più frequenti di questo tipo di incidenti per la loro curiosità, che li spinge a esplorare spazi che non conoscono e a toccare oggetti inusuali.

La campagna di sensibilizzazione sui rischi da mine e altri ordigni inesplosi si è svolta tra settembre e ottobre 2019 in due fasi: formazione dei formatori e sensibilizzazione nei villaggi.

La formazione dei formatori è stata realizzata in 3 giornate, una per ciascuno dei 3 dipartimenti: il 25 settembre nel Mayo Tsanaga, il 26 settembre nel Mayo Sava e il 7 ottobre nel Logone et Chari, coinvolgendo oltre a Psicologi, Assistenti Sociali e Lavoratori Sociali del progetto (32 persone), anche gli animatori comunitari (45), per un totale di 77 persone.

Tra i temi trattati: rischi da mine e altri ordigni di guerra inesplosi, come riconoscere le indicazioni sui resti degli ordigni inesplosi e delle mine, quali sono i comportamenti di sicurezza e quali quelli a rischio.

 

A livello di villaggio la campagna di sensibilizzazione è stata sviluppata attraverso 9 eventi, coinvolgendo, nel corso del mese di ottobre, tutte le località del progetto, non solo le 5 originariamente previste: gli incidenti che continuano ad essere segnalati nella regione mostrano l’importanza di offrire informazioni e sviluppare capacità nelle comunità locali su questo tema ampliando il numero delle persone sensibilizzate.

Le formazioni a livello di villaggio sono state dirette a personale sanitario, insegnanti, comitati di protezione, responsabili delle famiglie di accoglienza (2 per ciascuna famiglia), leader comunitari, per un totale di 224 persone. I partecipanti si sono mostrati molto motivati a diffondere i contenuti della formazione, grazie anche al ruolo svolto da ciascuno di loro nelle rispettive comunità. A Kerawa ad esempio é stato scelto lo slogan per la prossima campagna: informare per salvare vite. A Dabanga (Logone et Chari) dove si sono registrati recentemente incidenti gravi (come l’esplosione in una famiglia di un ordigno portato a casa da un bambino) sono state svolte sedute di sensibilizzazione dirette ai bambini delle scuole.

A sostegno della fase di sensibilizzazione sono stati prodotti dei materiali informativi: 20 manuali illustrati (boites à images) e 9 striscioni (1 per ciascun villaggio) con uno dei messaggi chiave di prevenzione: l’invito a non toccare oggetti sconosciuti o ritrovati in ubicazioni inusuali.

I materiali prodotti rimarranno in dotazione agli “Spazi Amici dei Bambini” per sostenere in futuro l’organizzazione di attività di sensibilizzazione da parte dei leader comunitari.

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